Storia della val di fiemme

Vale di Fiemme

Salubre, rigogliosa, vitale e misteriosa!
Una mite vallata, cime favolose e catene
montuose dal fascino mistico
a fare da sfondo: qui, la natura
incontaminata incontra l’antica
purezza, in ogni stagione.

Un turismo discreto all’unisono con la natura
Per noi è importante tutelare la natura di una
delle valli più belle delle Alpi. Grazie a una
capacità di 45 posti e a 10 cordiali collaboratori,
possiamo offrirvi una vacanza raffinata, all’insegna
del rispetto della preziosa natura che ci circonda. Il
nostro resort a gestione familiare, è contraddistinto da un
autentico riguardo, sotto ogni punto di vista.
Il nostro impegno è sempre rivolto a soddisfare le
richieste degli ospiti con cordialità e
disponibilità.

Seimila anni di storia e tradizioni di fiera autonomia

DALL’ETA’ MESOLITICA  AI PRINCIPI-VESCOVI

Reperti preistorici di età mesolitica (circa 6000 anni fa) inducono a pensare che la Valle di Fiemme sia stata frequentata fin da tempi remoti da cacciatori preistorici alla ricerca di selvaggina di cui erano ricche le foreste fiemmesi.
I primi insediamenti stabili risalgono però al neolitico o nell'età del rame, quando le popolazioni del tempo iniziarono a praticare l’allevamento, la pesca e l’agricoltura.
Seguono sporadici contatti con commercianti di origine etrusca o veneta, saliti a scambiare utensili, suppellettili e monili, di cui si hanno ancora tracce, con pelli, corna, lana e pellicce di animali selvatici.
Ma, data la sua posizione geografica, la Valle di Fiemme rimane fondamentalmente isolata per molti secoli, protetta dalle montagne circostanti e dalla presenza di lupi e orsi.

Le popolazioni locali subiscono poi la colonizzazione dei Romani, di cui rimangono molte testimonianze, che diffondono anche qui le loro leggi e usanze.
Con la disgregazione dell'impero romano e l'inizio delle invasioni barbariche, la Valle di Fiemme dà rifugio ai fuggiaschi che cercano riparo nelle valli meno accessibili.
Nel 569 d.C., i Longobardi fondano il Ducato Longobardo di Trento, imponendo per due secoli un nuovo ordine sociale e politico anche nella valle; ma, con la loro sconfitta ad opera dei Franchi, i territori di Fiemme, insieme al resto del Trentino- Alto Adige, passano sotto il Sacro Romano Impero, che introduce il sistema feudale in Italia.

Attorno all'anno 1000, con l’avvento dei principati vescovili di Trento e Bressanone, la Valle di Fiemme entra a far parte del vescovado di Trento: in questo periodo si afferma la sete di  indipendenza dei fiemmesi, che ottengono dal principe-vescovo una certa forma di autonomia e la promessa di difesa contro eventuali invasioni.

LA “MAGNIFICA  COMUNITA’ ”: ISTITUZIONE  DI STAMPO LONGOBARDO

L'attaccamento della popolazione della Valle di Fiemme al proprio territorio e la radicata propensione all'autogoverno hanno infatti un autorevole fondamento nella “Magnifica Comunità della Val di Fiemme”, istituzione che risale al XII secolo, a cui vescovo di Trento riconosce una propria autonomia amministrativa.

Nel corso dei secoli, la Comunità, una sorta di repubblica rustica, riesce a difendere la propria autonomia e le sue proprietà contro tutte le ingerenze esterne. La valle viene divisa in “regole” che raccolgono i paesi della valle, i cui rappresentanti eleggono ogni anno lo Scario, ovvero il presidente della Comunità. L’istituzione gestisce i beni del territorio, boschi, malghe, prati, il pascolo del bestiame, la caccia e la pesca, adottando un sistema di rotazione di retaggio longobardo; ma dirime anche le questioni giuridiche e i contenziosi che venivano discussi in quello che viene tuttora chiamato “banco della reson”, al centro del parco della Pieve a Cavalese.

I privilegi della Magnifica Comunità di Fiemme vengono di fatto aboliti dal governo bavarese nel 1807. Persa la sua secolare funzione politico-amministrativa, dopo una serie di mutamenti nello statuto, la Magnifica Comunità rimane però un'istituzione ancora operante al giorno d'oggi nella gestione dell'immenso patrimonio boschivo della valle, importante non solo per il corretto sfruttamento forestale, ma anche per il mantenimento dell’identità storica, sociale e culturale della valle.

* A disposizione le cartine degli itinerari storico-artistici nei paesi della valle